Appunti di Storia dell’arte

In questo articolo trovate dei brevi appunti dell’intervento che Riccardo Caldura (Docente dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia) ha tenuto a Dueville lunedì 19 marzo  in occasione della proiezione di Wasteland.

Attualmente nella arte contemporanea è in corso un processo di riflessione sul recupero di oggetti di scarto, sia che essi siano edifici abbandonati da riutilizzare come spazi espositivi o laboratori artistici, si che essi siano oggetti di consumo da riutilizzare come componenti delle opere d’arte.

Qui di seguito si elencano quattro esempi di autori che nella storia dell’arte hanno anticipato queste tendenze.

1. Kurt Schwitters

Kurt Schwitters (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948) è stato un pittore e artista tedesco attivo in diverse correnti del suo tempo, tra cui il dadaismo, il costruttivismo, il cubismo, e meglio ricordato per l’utilizzo di mezzi d’avanguardia come il suono, il collage e il dattiloscritto. Le sue opere sono generalmente considerate precorritrici delle moderne installazioni. (Fonte: Wikipedia)

Kurt Schwitters, Merzbild 46 A. Das Kegelbild, 1921

Le sue opere più famose sono la serie dei Merzbild e la Merzbau. La parola Merzbild viene coniata da Shwitters, che nasce dalla fusione della parola Bild (quadro, immagine in tedesco) Merz (che di per sé non ha un senso nella lingua tedesca, infatti è solo una componente del nome di una importante banca tedesca: la Commerzbank). Questo neologismo contiene il paradosso che sta alla base di tutta l’opera di Schwitters, ovvero: l’opera d’arte acquisisce di valore (senso) solo dopo una precedente perdita di valore (senso). Nella fattispecie Merz, perde di senso nel momento in cui viene estrapolato dalla parola che compone (Commerzbank), però acquisisce senso nel momento in cui Schwitters lo usa per nominare le sue opere.

Kurt Schwitters, Merzbau. Photo: Wilhelm Redemann, 1933

Il Merzbau si presentava come uno spazio interno astratto, in cui pareti, soffitto e l’intero ambiente erano invasi da svariati oggetti e costruzioni. Schwitters iniziò la sua opera occupando lo studio della sua abitazione ad Hannover con una colonna centrale, la colonna della miseria erotica, che Schwitters aveva iniziato già nel 1920. Successivamente le colonne divennero tre e l’ambiente cominciò a proliferare in modo progressivo ma non ordinato. Il Merzbau presentava, infatti, una struttura casuale, senza un preciso ordine architettonico, e l’autore vi costruì persino delle “grotte”, dedicate sia ad artisti amici (vi era la grotta Theo van Doesburg, quella per Hans Arp, per Hannah Höch), sia a concetti di natura più o meno astratta (come la “grande grotta dell’amore”, piuttosto che la “cava dell’omicidio sessuale”). La composizione fisica della costruzione è la più svariata: vi si ritrovano oggetti di ogni genere, a testimonianza delle varie esperienze di vita dell’autore. Agli amici, ad esempio, Schwitters chiedeva di lasciare un elemento in ricordo della loro visita. Si vede così come il Merzbau viene a costituire una sorta di autobiografia dell’artista, dove egli racchiudeva, attraverso le varie costruzioni e i vari elementi, le sue esperienze e sensazioni. Divenne una rappresentazione labirintica della sua mente e questo è ciò che ne determina in modo più evidente la sua unicità e la conseguente difficoltà di una ricostruzione: sia da parte dei curatori del museo di Hannover, sia da parte dell’artista stesso. (fonte: Wikiartpedia)

2. Marcel Duchamp

Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 28 luglio 1887 – Neuilly-sur-Seine, 2 ottobre 1968) è stato un pittore, scultore francese, naturalizzato statunitense nel 1955. Considerato fra i più importanti e influenti artisti del XX secolo,  fu animatore del dadaismo e ideatore dei ready-made. (fonte: wikipedia)

Duchamp Marcel, Fontana 1917. 

L’esempio più conosciuto di ready-made è la fontana realizzata capovolgimento un orinatoio maschile. Con questa semplice operazione ciò che prima era destinato alle minzioni ora diventa un’opera d’arte.

«L’oggetto levato dalla sua funzionalità, può entrare nel pianeta dell’estetica» M.Duchamp

3. Yves Klein

Yves Klein (Nizza, 28 aprile 1928 – Parigi, 6 giugno 1962) è stato un artista francese, legato alla poetica Dadaista e precursore della Body Art. Nel 1956 che creò “la più perfetta espressione del blu”, un oltremare saturo e luminoso, privo di alcuna alterazione, poi da lui brevettato col nome di International Klein Blue (IKB, =PB29, =CI 77007), che però non venne mai prodotto. (fonte: wikipedia)

Caldura ha citato Klein soprattutto per la sua concezione dell’arte, intesa come passaggio energetico di cui l’opera è solo il residuo.

Klein Yves, Antropometria, 1961.
 

Qui è pubblicata un antropometria, che veniva realizzata da una modella nuda, dipinta con del colore blu (vedi foto sopra), che si posava su una tela bianca. La performance era la vera espressione artistica, mentre la tela che ne risultava, era solo la traccia fisica di ciò che era avvenuto.

«I quadri sono la cenere della mia arte»   Y.Klein

4. Piero Manzoni

Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963) è stato un artista italiano, famoso a livello internazionale per i suoi “Achrome” e “Merda d’artista”. (Fonte:wikipedia)

Manzoni Piero, Merda d’artista, 1961 
 

Quest’opera altamente provocatoria contiene un cortocircuito mentale. Il disgustoso scarto corporeo diventa un’opera d’arte il cui valore equivale al suo peso in oro. Di conseguenza 30 grami di merda d’artista valgono come 30 grammi d’oro. Quest’opera invita ad una riflessione sui meccanismi perversi del  mercato dell’arte.

Ovviamente questi sono solo degli appunti che necessitano un maggiore approfondimento. Speriamo comunque di avervi dato delle nozioni essenziali, utili all’arricchimento del vostro bagaglio culturale.

 
 
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